Giorgia Chiaro/ settembre 30, 2018/ Recensioni Libri/ 0 comments

“La sanità mentale è un’imperfezione. “

Leggere Bukowski non è sempre facile, anche per chi come me ama questo autore poco politically correct. Una delle letture che mi ha accompagnato durante quest’estate è stata Compagno di sbronze, raccolta di racconti dello scrittore più citato del web.

Compagno di sbronze è una raccolta di 20 racconti: racconti forti, che esplorano l’ universo bukowskiano ricco di alcolici, sesso, volgarità, perversioni, provocazioni. Una raccolta provocatoria, volgare, greve e di certo non politically correct.

I protagonisti di queste storie sono personaggi al limite: uno uomo che vive con due alcolizzate, un altro che spia dalla finestra una bambina e decide di violentarla, uno scrittore che cerca di far pubblicare i suoi manoscritti dal suo editore, due operai che si intrattengono con una giovane e prosperosa prostituta, una rissa finita male in un bar, un potenziale suicida. Bukowski ci dipinge un quadro spietato in cui disegna prostitute ubriache, il dietro le quinte degli aspiranti scrittori, ci mostra senza pregiudizi le più terribili pulsioni sessuali umani, ci presenta il delirio che si nasconde dietro il sogno americano, indignando a tratti il lettore e colpendolo con una violenza gratuita e spietata. In Compagno di sbronze queste 20 Storie che contribuiscono a far nascere il mito bukowskiano, arricchendo il corredo d’immagini che ha fatto crescere un’icona pop dello scorso secolo.

compagno di sbronze

Compagno di sbronze nell’edizione Feltrinelli Editore

Le storie di questa raccolta sono feroci che mostrano i temi più cari dello scrittore simbolo della beat generetion: le sbronze, le corse di cavalli, donne e sesso sono i veri protagonisti di tutte questi microuniversi depravati, che mostrano i lati più oscuri dell’animo umano e della società in cui si muoveva Charles Bukowski. Contrapposti ai tempi portanti troviamo anche però temi meno espliciti che sotto le righe poco pudiche si ripropongono di fare denuncia sociale sul degrado e il fallimento della società statunitense e le sue promesse di gloria, criticando gli intellettualismi e di denuncia come l’arte di arrangiarsi, il degrado e il fallimento del sogno americano, la critica nei confronti degli intellettualismi dell’epoca. L’atmosfera della Los Angeles di Hank accentua la sporcizia dell’anima che pervade sia il copro che la morale dei personaggi che popolano queste pagine, tra sarcasmo, commiserazione e cinica violenza.

Bukowski o lo si ama o lo si odia: quel suo stile asciutto e fin troppo diretto, a tratti volgare ma fai falso corredato di una serie d’immagini decisamente brutali, ma che contemplano una parte concreta della realtà. Comprensibile per questo il fatto che non piace a tutti perché a Bukowski fondamentalmente non è mai interessato l’essere amato dalla gente, anzi. Fino alla fine è stato fedele a se stesso, con il suo talento innato è stato si famoso anche quando era in vita, vivendo negli ultimi anni di scrittura grazie alla sua prodigiosa penna, ma non scendendo mai a compromessi; ed è questo che appare in questa raccolta di racconti che in parte sembrano autobiografici.

Dopo molti anni mi sono riavvicinata a Bukowski con questa sua raccolta di racconti. Personalmente apprezzo la sua brutale sincerità che esprime in ogni suo scritto; però penso che in questi racconti, a tratti, dia “il peggio di se”: all’inizio anche io che amo questo autore ero un po’ turbata dai contenuti, in alcuni punti accentuua e enfatizza fino all’eccesso alune tematiche, ma amo comunque il modo in cui Hank cerca di fare la sua “rivoluzione” letteraria. Dunque molto apprezzato.

Compagno di sbronze è un libro che decisamente non è per tutti; una raccolta di racconti che descrivono appieno la visione della vita del suo autore, fatta di eccessi e superamenti dei limiti, che descrive un quadro brutale e fin troppo realistico della vita di Hank. Da leggere per vivere qualche ora sopra le righe, insieme al grande Bukowski.

Alla prossima settimana con una nuova recensione!

E se non riuscite proprio ad aspettare, venite a leggerne altre, venite a trovarmi qui 🙂

Giorgia

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