Giorgia Chiaro/ settembre 23, 2018/ Recensioni Libri/ 0 comments

“Solo quando il mondo ti crolla addosso scopri l’orrore. Che nel mondo esiste l’orrore. Perché sei sbattuto in un’altra vita e incontri gente di cui non avevi nemmeno immaginato l’esistenza, né il dolore”.

Quanto è bello quando una persona cara ti presta il suo libro preferito, e tu te ne innamori quanto lei?
Mi è successo ciò leggendo Il sole dei morenti, di Jean-Claude Izzo, quest’estate, durante una torrida giornata al mare. Un libro iniziato e finito in poche ore, tanto la lettura mi ha catturata, tanto la storia mi ha rubato il cuore.
E non mi capitava da un po’ di leggere un libro e non pensare a niente altro.

Il sole dei morenti racconta lo stralcio di una vita di un clochard. Una persona come tante, che vive in strada e vede morire uno dei suoi più cari amici proprio su quella strada che gli fa da casa. Questa morte scatena in Rico, il protagonista di questa storia, la voglia di ritornare in un luogo a lui caro, Marsiglia. Da questo desiderio inizia il suo viaggio che lo porterà da Parigi al mare, per osservare per l’ultima volta il tramonto tra le onde.
Un viaggio fatto di difficoltà, di stenti, di elemosina, contornato da i ricordi di un uomo e la storia della sua vita e dei suoi fallimenti, di come era prima, e di come questi sia finito sulla strada.
Il sole dei morenti è un un romanzo immenso, carico di emozioni e tristezza, che però incolla il lettore alle sue pagine, facendoci entrare nella mente, nei pensieri, nei ricordi del suo protagonista.

Una storia che ci fa respirare una malinconia immensa, che porta a esplorare il cuore di una persona che ormai non ha più nulla nella sua vita oltre che rifugiarsi nei ricordi. E grazie ai ricordi, quelli belli, vuole cercare un epilogo alla sua storia, ritornare nell’unico porto che gli fa riportare alla mente la parola felicità. C’è della poesia in questa storia, una poesia che prende vita dal degrado, dall’insoddisfazione, alla solitudine, dalla voglia di mettere un punto; e nonostante la tristezza intrinseca di questo racconto, è impossibile pensare a un finale migliore per una storia come questa, che dona a noi spettatori, nonostante tutto, un senso di pace, profonda, decisiva, infinita.

Il sole dei morenti

Il sole dei morenti, E/O edizioni

Non ho mai letto un libro che aveva protagonista un barbone; un tema inconsueto che ha colpito particolarmente la mia sensibilità, facendomi riflettere e immedesimarmi fin troppo nel suo personaggio principale.
Jean-Claude Izzo nelle sue pagine dà voce agli invisibili, quelle persone che vivono ai margini della nostra società, nelle strade di ogni città del mondo, che ogni giorno incontriamo, e troppo spesso ignoriamo, giudichiamo, disprezziamo. L’autore facendo come suo protagonista una di queste persone, oltre a dare voce ai deboli, ci fa comprendere il lato umano dei senzatetto, donando loro di nuovo un’identità, mostrandoci come effettivamente siano persone esattamente come noi, e quanto spesso ce ne dimentichiamo.
Ognuno di noi può avere un momento di difficoltà nella propria vita, ognuno potenzialmente può restare solo al mondo un giorno, ognuno di noi potrebbe essere Rico. Perché quest’uomo non è stato sempre un emarginato; è stato anzi un lavoratore come tanti, un marito come tanti, un amico come tanti, un padre come tanti. Solo che a un certo punto la sua vita ha iniziato a sgretolarsi pian piano, sotto i suoi piedi. Colpa di un matrimonio fallito, di scelte poco sensate, dell’alcol che sembrava la soluzione più semplice. E un bel giorno la strada è sembrata la via giusta da prendere, per sentirsi per la prima volta liberi, veramente.
L’essenza del Il sole dei morenti è proprio questa: Rico potrebbe essere ognuno di noi.

La descrizione poi della vita di strada è così puntuale, precisa, reale e apre gli occhi al lettore su qualcosa che vediamo sempre, ma ignoriamo il più delle volte. Una vita vissuta alla giornata, una vita passata al margine a cercare di andare avanti in qualche modo, una vita a cercare di sopravvivere.

Ma Il sole dei morenti parla anche di amore: la ricerca costante di ognuno di quel sentimento a cui tutti aspirano, l’amore disperatamente cercato, l’amore perduto, un amore non trovato, un amore che arriva dalle cose più improbabili, strane e inaspettate.

Questo libro mi ha completamente assorta, mi ha rubato la mente per immergermi totalmente in esso. Non mi aspettavo onestamente una storia che mi coinvolgesse così tanto, sia per le tematiche particolari che tratta, ma soprattutto per il suo stile, così naturalmente fluido da guidarti in una storia raccontata attraverso i ricordi.
Izzo in queste pagine passa rapidamente dal presente, al passato, raccontando la storia come se fossimo davvero spettatori dei pensieri del suo protagonista; e l’effetto è spettacolare: ci pare di assistere al film della vita di un uomo, sembra di vivere con lui quei sentimenti, quelle emozioni, quei ricordi.

Il sole dei morenti è un libro a mio avviso spettacolare, un romanzo diverso dal solito che è stato un’incredibile scoperta; una storia malinconica, che da voce al degrado, che ci mostra la vita di strada e dei suoi abitanti al margine della società. Da leggere per fare l’ultimo viaggio assieme a Rico, e osservare il sole sul mare, là nella splendida Marsiglia.

Alla prossima settimana con una nuova recensione!

E se non riuscite proprio ad aspettare, venite a leggerne altre, venite a trovarmi qui 🙂

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