Giorgia Chiaro/ luglio 2, 2018/ Autori Emergenti, Recensioni Libri/ 2 comments

Oggi è il primo lunedì del mese ed è tempo di parlare di autori emergenti.
Questo mese vi parlo di Riccardo Castiglioni, scrittore varesotto e laureato in economia e commercio. Senza far rumore, il suo primo romanzo, edito da La ponga edizione nel 2017 è stato selezionato anche per per concorrere al Premio Scerbanenco.

Antonio è un professore andato in pensione troppo presto, afflitto dall’ansia, e dai fantasmi della sua vita che lo perseguitano. Claudia è una brillante studentessa, che dal paesino vive nella grande Milano, la classica brava ragazza, tranquilla, a cui non piacciono gli eccessi ma preferisce rifugiarsi nei libri. Due anime simili, ma con vite completamente diverse, all’opposto. Solo un libro misterioso, riuscirà a unirli e li metterà in contatto, iniziando una virtuale corrispondenza.
Un giallo decisamente diverso dal solito, dove il lettore non capisce che c’è un mistero fin oltre la metà del romanzo. Non per questo risulta noioso o poco ritmato. La struttura divisa a capitoli brevi in cui vediamo la vita dei sue protagonisti in piccoli squarci avanzare pian piano, riesce a immergere il lettore nella strana corrispondenza nata tra i due e appassionarlo alla storia.

Ho chiesto a Riccardo come è nato il suo romanzo.

“Lo spunto iniziale è stata la scomparsa del mio professore di italiano del liceo. Un uomo mite, un po’ svanito e quasi timoroso dei ragazzi a cui insegnava, che gli studenti sottovalutavano e al quale combinavano ogni sorta di scelleratezza. Ma anche una persona che, in età adulta, avevo apprezzato per l’umanità e la cultura.
Antonio, il protagonista, è nato da un breve racconto autoconclusivo che voleva essere un omaggio a questo signore e che piano piano si è preso una vita propria.
Mi sono lasciato guidare da lui: ho spiato la sua vita “senza far rumore”.”

Il protagonista principale è il professore, un uomo senza spina dorsale, senza ambizioni ne sogni, che passa le sue giornate nella solitudine del suo appartamento, lasciato il lavoro a causa dell’ansie e dei sensi di colpa. Trascorre la sua vita indisturbato, chiuso in casa, da solo. Le uniche cose che lo rendono felice sono la biblioteca della scuola in cui insegnava dove si reca regolarmente ad attingere nuove letture, le cene con i vicini Lele e mammà, la cena pre-natalizia con i vecchi colleghi. Antonio è un uomo che ha rinunciato a prescindere alla propria vita, per una serie di traumi che non è mai riuscito ad affrontare; un uomo che si rende conto dei suoi limiti, ma li crede inespugnabili e incancellabili; un uomo che pensa ormai di essere obbligato in quella vita da spettro, ignorato dal mondo nella sua ombra costretto per sempre a passare la sua esistenza senza fare rumore. L’incontro epistolare con Claudia darà uno scossone a quest’anima grigia, nonostante un piccolo fraintendimento taciuto, e farà capire al protagonista che alla fine non è invisibile e ci sono persone che potrebbero apprezzare il suo animo sensibile e colto. Claudia sarà quindi la forza motore per far nascere in Antonio la voglia di fare qualcosa per redimere il suo trascorso, e salvare la vita a un essere umano, per evitare che gli errori del passato ritornino, inevitabili.

Ho chiesto all’autore se avesse messo qualcosa di sé nei sue due protagonisti.

“Non c’è molto di me, se non la loro educazione un po’ demodé, nei protagonisti.
C’è, In generale, qualcosa di me nel romanzo invece: luoghi, ricordi, qualche rimando ai libri che più ho amato.
E la filosofia di pensiero, un po’ pessimista, che permea tutto il romanzo: le persone silenziose possono essere pericolose. Il troppo silenzio è spesso il preludio di un’esplosione…  “

Senza far rumore è un libro che mi ha colpito molto; è stato difficile non simpatizzare con un personaggio come Antonio, che nonostante sia un’estremizzazione, riesce subito a suscitare simpatia nel lettore. Specialmente per la sua condizione, perché onestamente mentre leggevo la speranza era arrivere alle ultime pagine per trovare per questo triste personaggio un lieto fine, finalmente. Il romanzo mi ha colpito anche per la sua storia, che nonostante sia effettivamente un giallo, dunque con un mistero da risolvere alla fine, è molto introspettiva e riflessiva. Ha come protagonisti due anime pure, che nell’orrore della nostra società, in qualche modo riescono a preservare la loro integrità, rendendosi diversi da tutti gli altri.

L’ultima domanda che ho posto a Riccardo Castiglioni riguarda il messaggio che ha voluto dare a noi lettori.

“In Senza Far Rumore ho voluto tratteggiare il lato oscuro del sonnecchiante hinterland milanese e il bisogno di riscatto, rivincita e giustizia che spesso tormenta gli animi miti o sconfitti, tra rimpianti e fantasticherie di rivalsa.
La dimensione introspettiva del romanzo è importante quanto la trama stessa: a volte è la stessa vicenda che si fa pretesto per indagare l’animo dei personaggi.”

Senza far rumore è un libro scorrevole, una storia piacevole che con il suo epilogo da un riscatto a una vita data in voto all’apatia, passata letteralmente senza far rumore. Da leggere per assistere alla rinascita di un uomo alla fine della sua vita, alla voglia finalmente di tirare fuori il coraggio e diventare l’eroe di questo strano mistero.

Giorgia

2 Comments

  1. Ciao, volevo ringraziarti perché la tua recensione mi ha incuriosita e quindi sono andata a scaricarmi questo romanzo. E’ proprio vero: per più di metà libro non si capisce che c’è dietro un mistero, sembra più il classico libro di narrativa italiana che racconta uno spaccato di vita dell’Italia settentrionale. Il lessico curato e la vicenda “quotidiana” non fanno pensare certo a un giallo. A un certo punto la vicenda svolta e mostra i suoi lati oscuri, e lì, BANG, capisci che non avevi pensato minimamente alle conseguenze, ti prende l’angoscia di finirlo per sapere come va a finire e ti ritrovi all’ultima pagina ancora con la curiosità e la sensazione che non sia finita qui. Uno dei romanzi più sorprendenti che ho letto negli ultimi mesi. Quello che più mi sorprende è che un romanzo così sia stato pubblicato da una casa editrice microscopica e sconosciuta. Bravi quelli di La Ponga a scoprire un talento vero.

    1. Ciao Dana, sono molto felice che tu abbia apprezzato consiglio e recensione! E non posso che concordare con te: alcuni autori nuovi hanno un gran talento, tante volte sottovalutato.

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