Giorgia Chiaro/ giugno 24, 2018/ Uncategorized/ 0 comments

«”Ciao Alberto, sono Giulia”.
Alberto si riscosse immediatamente dal suo torpore e si mise seduto. Erano mesi che non parlava con la ex moglie: “Ciao Giulia. Dimmi.”
“Si tratta di Paolo” la voce di Giulia s’incrinò.
“Gli è successo qualcosa?” la voce di Alberto si affievolì.
“Sì, lui e Sara” qualcosa non permetteva a Giulia di parlare e sembrava aspettare un aiuto da lui.
“L’ha messa incinta?” azzardò lui.
“Magari fosse questo”.
“Mi vuoi dire cos’è successo? Cosa c’è di più grave a vent’anni?!”
“Alberto, nostro figlio si buca.”»

Con questa recensione partecipo al blog tour organizzato da La tana dei libri sconosciuti.
Il libro protagonista di questo blog tour è L’attimo del vento di Andrea valenti, edito da Ventura edizioni.

La storia inizia con la scoperta da parte di Alberto, affermato giornalista, che il figlio è entrato nel tunnel dell’eroina. A dare la scioccante notizia è Giulia, la sua ex moglie, che chiede aiuto al padre di suo figlio per uscire da quell’orrenda situazione. Paolo infatti non da più esami all’università, e passa la sua vita da drogato con la sua attuale fidanzata, la giovane e già consumata Sara.
Alberto spierà da lontano suo figlio drogarsi per giorni, prima di avere il coraggio di fare qualcosa; quando finalmente l’uomo si decide a prendere in mano la situazione, il suo modo di affrontarla però è di certo non convenzionale: ruberà dalle mani del figlio una dose di eroina indettandosela. Questo gesto farà entrare anche il cinquantenne nel tunnel di questa orribile droga, iniziando a condividere quella dissoluta vita con il figlio.

Una storia drammatica che parla di dipendenza e di salvataggio, che ci porta a seguire i due protagonisti in un viaggio per uscire da il buio tunnel dell’eroina.

La tossicodipendenza è il tema principale del racconto. Andrea valenti parla dell’eroina e del mondo vissuto da chi ne fa uso con una spietata lucidità: l’autore infatti ci racconta dell’assuefazione e della dipendenza, delle crisi di astinenza, dei rituali per acquistare la droga, delle rotture dei rapporti familiari, dei furti e delle bugie, della guarigione, della comunità. Nonostante la brevità del libro, nella sua totalità racconta un mondo complesso e la difficoltà dell’uscire da questo universo parallelo, che apparentemente da benessere per chi usa l’eroina, ma distrugge tutto quello lo circonda.

L’attimo del vento parla anche del complicato rapporto padre-figlio. Una descrizione di questo rapporto raccontata da molti, ma affrontata tra queste pagine in maniera sicuramente diversa dal solito. La dipendenza diventa un momento di incontro tra un padre e un figlio che si sono persi per strada, a causa della separazione dei genitori che li ha tenuti fisicamente lontani. Un rapporto che si dimostra fonte di salvezza per entrambi, che fa deviare strada bruscamente al padre, ma riporta sulla retta via il figlio.

Ho divorato questo libro, tanto da finirlo in poco più di un’ora. Sicuramente il fatto che sia breve ha aiutato, ma la storia mi ha coinvolta così tanto da non poter fare a meno di leggerlo tutto di un fiato. Ho trovato la drammatica storia di Alberto e Polo diversa, originale ma soprattutto brutalmente incisiva. Ho visto nel sacrificio di Alberto l’unico modo di salvare suo figlio, un figlio per cui avrebbe dato la vita, un figlio che non voleva perdere a soli vent’anni per quella bestia che lo stava consumando nel profondo.

L’attimo del vento è un libro davvero unico nel suo genere, che ci immerge in dinamiche che spesso dimentichiamo, ma ancora oggi sono dentro la nostra società: la droga e la tossicomania. Da leggere per non ignorare la tossicodipendenza, ma anche per ricordarsi che si può uscire da quell’orribile mondo.

Giorgia

Le altre tappe del blog toru le trovate qui –> Blog Tour L’attimo del vento

Per altre recensioni venite a trovarmi qui.

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