Giorgia Chiaro/ maggio 20, 2018/ Autori Emergenti, Recensioni Libri/ 0 comments

“ Un giorno hai una bella stanza in un appartamento luminoso e carino, la condividi con un uomo prezioso che ami e che ti corrisponde, hai un cane eccezionale e anche due gatte. Hai la laurea in farmacia e hai appena trovato un impiego a tempo indeterminato. Poi di colpo non hai più niente: vieni sbattuta sui giornali e in televisione, le tue cose sequestrate, toccate, indagate, manomesse, perse, rubate. Hanno girato una chiave, mille chiavi, tu sei in uno spazio vuoto, senza niente addosso che non sia te stessa. Denudata. Defraudata”.

 

Sapete cos’è un Blog tour? Letteralmente è un giro di una serie di blog dove tutti parlano dello stesso libro, proprio come se fosse un tour, con delle tappe, settimana dopo settimana.
Questo è il mio primo blog tour, al quale sono stata invitata da Giulia di La tana dei libri sconosciuti, ed ha come protagonista Come una Lama di Maria Vittoria Pichi, edito da Ventura edizioni.
Come una lama racconta una storia autobiografica, narrata in prima persona dalla sua protagonista che scrive dei suoi 100 giorni d’ingiusta carcerazione, tra il 1981 e il 1982, con l’accusa di Brigatismo.

Tutto inizia la mattina del 28 dicembre del 1981, quando Maria Vittoria e il compagno dell’epoca Paolo vedono fare una violenta irruzione nella loro camera da letto del loro appartamento di Padova una squadra armata di carabinieri, che li arrestano senza un ben preciso motivo. Verranno divisi, e Maria vittoria verrà messa in isolamento e accusata del rapimento del generale americano James Lee Dozie. Inizia la terribile epopea della donna, tra interrogatori senza senso e la vita in carcere, che sconterà quella orrenda quanto ingiusta pena fino in fondo, mostrandoci la fatiscenza di un sistema giudiziario già allora obsoleto come quello italiano e il mondo fatto di false verità dei media.

Un’esperienza che ci racconta la stessa autrice in prima persona, uno sfogo che immerge in frammenti di ricordi, in un doloroso vissuto che si percepisce sulla nostra stessa pelle, saltando nella memoria della Pichi come trascinati in un flusso di coscienza liberatorio, e sicuramente di denuncia. Un libro scorrevole, ma allo stesso tempo intenso, forte, crudo, duro, che fa venire i brividi pensando al fatto che sia una storia vera.

Contestualizzando Come una Lama a livello storico, è evidente che ci troviamo negli anni di piombo: anni pieni di paura, di terrorismo, di una politica non pulita. Se questo periodo per l’economia ha segnato uno slancio positivo, a livello sociale la tensione era papabile in tutti i cittadini. Sentire i racconti di un pezzo di storia da chi l’ha vissuta veramente, fa sempre un certo effetto, soprattutto narrando una nostra storia recente, poco studiata ancora sui libri di scuola. Se da un lato ci sono le tensioni politiche e la paura del terrorismo rosso, dall’altro vediamo una parte quasi dimenticata di quel periodo; molte persona all’epoca erano sensibili alla vita politica, si univano in associazioni studentesche e non, lottavano insieme e avevano voglia di migliorare il proprio paese. Un quadro della nostra Italia degli anni ’80 che dipinge un Italia intraprendente con la voglia di cambiare, un Italia attiva che faceva, discuteva, lottava, o almeno ci provava. Una cosa che mi ha colpito in maniera positiva, in paragone ai giorni nostri, dove tutti sembrano aver perso le speranze.

In questo contesto storico l’autrice nel suo Come una lama ci racconta il dramma della giustizia ingiusta che da sempre regna sovrana in questo paese. È possibile che una persona innocente venga messa in carcere senza prove alcune? Le lacune del sistema giudiziario vengono mostrate alla luce del sole, facendo interrogare il lettore sul concetto di giustizia reale e quella di legge, soprattutto sul fatto che molte volte le due cose non coincidano affatto

Nel negativo della sua esperienza, Maria Vittoria Pichi ci mostra anche il lato positivo della sua esperienza in carcere: una visione privilegiata sulle carceri femminili italiane, in cui oltre all’orrido della situazione, si vede l’amicizia, la collaborazione, quei legami che nascono in una circostanza veramente difficile, e diventano la spinta per tirare avanti, giorno dopo giorno; l’aiuto con la a maiuscola per sopravvivere a quella terribile permanenza forzata, che sarà fonte di sopravvivenza.

Come una lama è stata una lettura veloce e coinvolgente per me, uno di quei libri da cui non sono riuscita a staccarmi fino alla fine. Mi ha colpito per una serie di motivi, ma specialmente per il contesto storico raccontato; sono una amante della storia, specialmente quella moderna di cui vediamo ancora oggi le ripercussioni, e sentir raccontare in prima persona da chi l’ha vissuto quel periodo terribile mi ha coinvolto più di ogni altra cosa.

Come una lama è un libro pieno di emozioni, paura, solitudine, incertezza, rabbia. Una denuncia a un Italia corrotta e ingiusta, e alla sua giustizia che non funziona; e ci mostra soprattutto in maniera personalissima l’esperienza di chi ha dovuto scontare sulla propria pelle le colpe di un altro. Da leggere per fare un viaggio nel tempo, per rivivere assieme a Maria Vittoria i suoi 100  immeritati giorni di carcere.

per leggere le altre tappe del tour, cliccate qui -> BLOG TOUR

Giorgia

 

Se volete leggere invece altre mie recensioni domenicali, venite a trovarmi qui 🙂

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