Giorgia Chiaro/ maggio 7, 2018/ Autori Emergenti, Recensioni Libri/ 0 comments

Primo lunedì del mese: eccovi la recensione per voi di un libro di un autore Emergente.
Questo mese ho letto Aspettando l’alba, di Marco Conti.
Marco conti è un progettista del bergamasco, già autore di L’anima non si arrende e in fase di pubblicazione con In equilibrio sopra la follia.
Ha aperto un blog personale marcoscrive.wordpress.com, in cui parla della sua passione, dove tra l’altro ci propone anche alcuni dei suoi racconti, tra cui il più speciale per lui Semplicemente vivendo, nel quale racconta il rapporto con il padre. Questo racconto è arrivato fra i finalisti del Premio Letterario Emozioni 2017 ed ha ricevuto una Menzione d’Onore. Sul blog si fa promotore anche dei colleghi scrittori emergenti, con lo spazio Emergenti in Vetrina, in cui chiunque si può presentare (ogni mercoledì) come meglio crede, un luogo virtuale in cui gli scrittori in erba possono promuoversi e parlare della propria passione
Ultimamente L’anima non si arrende è stata selezionata da Editore Il Trampolino che la pubblicherà e distribuirà negli store Mondadori.

Aspettando l’alba racconta la storia di Matteo, giornalista di cronaca per un giornale locale romano, ma che dalla vita vorrebbe qualcosa di più. Si sento stretto in quel ruolo da semplice redattore, e aspira a una brillante carriera da giornalista. Un incidente che lo costringerà in ospedale, un giorno gli cambierà la vita. Matteo infatti viene investito da un noto politico, che si offre di sdebitarsi con lui offrendogli un lavoro presso una testata molto importante. La carriera di Matteo prende il volo, e diventerà quasi subito il caporedattore del settore cronaca, avvicinandosi così al raggiungimento dei suoi sogni. Ma non è oro ciò che luccica, e si ritroverà a capire ben presto di essere un burattino nelle mani di qualcuno di più potente, che lo usa per mascherare i propri interessi.
Un romanzo scorrevole, che racconta il cambiamento di un uomo, mostrandone pian piano le fragilità e i segreti, nascosti dall’ambizione di arrivare in alto.
Ho chiesto a Marco Conti come è nato il suo libro. L’autore mi ha risposto:

<<“Aspettando l’alba” è stato un “parto” lungo e difficile. Sapevo cosa
volevo dire, avevo in testa il messaggio che volevo lanciare attraverso la
storia, ma erano tante le emozioni e i bisogni che avevo dentro, per cui
diciamo che è stata un mix di tante cose. Il primissimo imput, comunque
è stata la lettura di quella frase di Nelson Mandela che poi ho messo
all’inizio del libro:
“Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati”
Diciamo che parte tutto da qui, per parlare delle mie origini, dei miei
amici, della mia famiglia e di quanto questo mondo sia cambiato da
quando ero bambino. Parlando dei cambiamenti non si può che parlare
anche delle brutture che lo caratterizzano e da cui purtroppo non si può
prescindere. Ne è nata questa storia a mio parere molto ricca di emozioni
forti, forse la più ricca dei tre romanzi che ho scritto fino ad ora, ma
proprio perché ci sono tante emozioni che ho provato in prima persona>>.

Una storia con qualcosa di autobiografico nel raccontare le sue terre, i suoi legami, la sua gioventù. Oltre a essere un narrazione molto personale, Aspettando l’alba racconta uno dei lati oscuri del nostro paese; ci parla di corruzione, di mala informazione e dell’influenza dei poteri forti in questa. Racconta la storia di un giovane che per realizzare i suoi sogni, non si rende conto di essere spinto a fare cose sbagliate; e quando realizza non è subito pronto ad abbandonare il potere e il denaro che la nuova posizione che egli occupa. Fin quando qualcosa fa scattare in lui il senso di giustizia che lo contraddistingueva durante il suo lavoro da reporter, quella sete di verità che dovrebbe contraddistinguere un vero giornalista. La riflessione che involontariamente ci porta lo scrittore è proprio questa: voi cosa fareste in una situazione del genere? Seguireste il giusto, o accettereste di scendere a compromessi per realizzare i vostri sogni?
Curiosa ho chiesto anche all’autore come mai ha deciso di parlare di argomenti così forti, e concreti purtroppo.

<<Come dicevo il nostro paese, come tanti altri, è caratterizzato anche da
questo. La cosa che più mi infastidisce nel mondo del lavoro è il fatto che
non ci sia (almeno questo è il mio parere) molta meritocrazia. Lo
sperimento ogni giorno nel mio piccolo e lo verifico poi anche in altre
situazioni che non vivo in prima persona, ma di cui sento parlare sui
social e quant’altro. Da qui è nata questa sorta di protesta: il
protagonista subisce la mancanza di meritocrazie e poi ne giova. Stando
in entrambe le parti della barricata capisce tante cose e torna alle origini,
al vero motivo per cui vale davvero la pena vivere.>>

Ho trovato Aspettando l’alba una storia vera e concreta, qualcosa in cui tutti in modo o in un altro possano rispecchiarsi. Soprattutto per il messaggio di fondo che porta con se: per ritrovare se stessi bisogna ritornare alle origini, capire da dove si viene, accettare gli errori commessi e i traumi vissuti, per poter finalmente aspettare l’alba, stare bene, e comprendere chi veramente noi siamo.
Quando chiedo a marco cosa ha Voluto dare a noi lettori, mi risponde proprio questo

<<Il messaggio è proprio questo: cerchiamo dentro noi stessi, attraverso le
nostre origini (che non dobbiamo mai dimenticare) chi siamo e dove
vogliamo andare, tenendo sempre ben presente quei valori che ci devono
spronare a dare il massimo senza però compromettere il destino degli
altri.>>

Aspettando l’alba è una storia vera, coinvolgente che ci parla in qualche modo di rinascita, di valori, d’integrità. Da leggere per capire che alcune volte bisogna toccare il fondo, per comprendere chi veramente si è e dove si sta andando.

Ringrazio l’autore per avermi mandato il suo libro.

Giorgia

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