Giorgia Chiaro/ maggio 6, 2018/ Recensioni Libri/ 0 comments

“Il vero protagonista della storia che abbiamo vissuto non siamo noi, è la storia che abbiamo vissuto.”

Vi ho mai detto che Amo i libri di racconti? Forse si, ma preferisco rafforzare il concetto. Una delle letture che mi ha accompagnato questa settimana è Il tempo invecchia in fretta di Antonio Tabucchi (Fetrinelli Editore, 2009) Una raccolta di racconti che nel suo titolo raccoglie il significato che accomuna tutte le sue narrazioni: il tempo. Il titolo prende brillantemente ispirazione da un verso di Crizia “Inseguendo l’ombra, il tempo invecchia in fretta”.

Nove racconti, nove storie, nove squarci di vite ben distinte, ma che tutte e nove si vedono costrette a constatare che attorno a loro il tempo passa, e lo fa in fretta, più di quel che si possa immaginare. È così che Una donna di quarant’anni che fa i conti con una maternità mai ottenuta, Un ex agente della defunta Repubblica democratica tedesca che per anni ha spiato Bertolt Brecht, Un uomo che inganna la propria solitudine raccontando storie a se stesso e diventa protagonista di una vicenda che si era inventato in una notte d’insonnia, un ufficiale italiano che in Kosovo ha subito le radiazioni dell’uranio impoverito insegna a una ragazzina l’arte di leggere il futuro nelle nuvole e altri protagonisti si troveranno tutti a confrontarsi con lo scorrere incessante del tempo e le sue conseguenze.

La scrittura di Tabucchi cambia stile, registro, contesto e ambientazione in ognuna delle sue brevi storie, dando un’espressione magistrale e unica in ogni racconto. La cosa curiosa è che ognuna di queste novelle è che, nonostante parlino di tempo, non hanno una collocazione temporale ben definita e precisa.

La nostalgia è il sentimento che domina maggiormente Il Tempo invecchia in fretta: il rimpianto di un tempo passato, che nasce dentro gli stralci di vite raccontate di questi nove protagonisti, che si ritrovano a sfogliare la propria memoria ognuno a modo loro e ricordare, pentirsi, rattristarsi per il tempo che è stato.

Il tempo invecchia in fretta

Una raccolta che diventa monito per noi lettori e ci permette di riflettere sull’essenza del tempo di riflesso. Un tempo che sfugge continuamente, un tempo che ci obbliga a sederci e a fare i conti in qualche modo con il passato; l’immagine costante che Tabucchi propone è quel momento in cui ci si ferma finalmente a riflettere sul proprio trascorso: un tempo rivelatore. Questi personaggi si ritrovano proprio in un momento del genere, in cui si ritrovano a fare un viaggio nella memoria, un istante solitario nel quale bisogna fare i conti con ciò che non si riesce ad accettare di se stessi e di quel che è stato.

Il tempo invecchia in fretta è un libro molto introspettivo, ma nella sua introspezione riusciamo a vedere i protagonisti come degli spettatori, senza riuscire a entrare in empatia veramente con nessuno dei personaggi; non perché la loro costruzione sia mal fatta, anzi. Il vero protagonista della storia è il tempo, e il lettore lo riesce a capire sin da subito.

Curiosità eclettica della raccolta è che il sottotitolo, nove storie, sia un omaggio a J.D. Salinger, autore molto amato da Tabucchi.

In una nota a fine del libro Tabucchi si definisce un buon ascoltatore, e racconta a noi lettori che queste storie non sono tutte completamente inventate, ma deliberatamente ispirate a storie che egli stesso ha già ascoltato, da cui si è lasciato ispirare, per creare questi racconti.

Il libro mi ha coinvolto sin dalla prima riga, facendomelo leggere tutto di un fiato. È già noto che amo lo stile di scrittura di Tabucchi, molto personale che esprime proprio l’unicità di questo autore, fluido e armonico, riesce a coinvolgermi pienamente con le sue parole. Oltre ad amarne la scrittura, ho apprezzato molto tutti i racconti, (di cui forse il primo maggiormente), poiché le storie riescono a segnare nel profondo, proprio perché parlano di qualcosa che riesce a toccare un discorso molto duro da affrontare per molti. Perché si, nella vita tutto si può in qualche modo avere a dismisura, tranne che il tempo. Quello non lo compra nessuno e passa molto prima che ce ne si renda conto.

Il tempo invecchia in fretta è una raccolta di racconti eccezionale, che si legge tutta d’un fiato; un po’ malinconica, ma che permette di riflettere sullo scorrere inesorabile del tempo. Da leggere per accettare lo scorrere degli anni, per prendere consapevolezza che la vita non si ferma ad un solo istante.

Giorgia

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