Giorgia Chiaro/ aprile 29, 2018/ Autori Emergenti, Recensioni Libri/ 0 comments

L’amore, l’altruismo e la compassione tornano prepotentemente in prima linea nella nuova civiltà, essendo peculiarità di chi è meglio integrato nella comunità.

Questa domenica la recensione della settimana sarà un po’ diversa dal solito. Come sapete preferisco leggere libri di narrativa, ma ogni tanto mi concedo qualche lettura diversa, come stimolo, ma soprattutto per cambiare prospettiva.
Ho da poco finito di leggere un saggio infatti, Occirientali – I confini esistono solo nella mente di Matteo Miniaci, edito da LuoghInteriori edizioni.

La premessa sulla quale si basa l’intero scritto è che all’Inizio del terzo millennio l’umanità ha subito dei cambiamenti tali che hanno sradicato le convinzioni e le credenze che fino a oggi abbiamo creduto fossero insite in noi. Partendo da questa crisi dei valori, l’autore fa un Excursus analizzando il cambiamento della spiritualità nei secoli sin dalla preistoria, per poi approdare ai giorni nostri. Il cambiamento risulta agli occhi di tutti radicale, perché con il passare dei secoli l’uomo ha perso gradualmente il contatto con lo spirito, per diventare sempre più legato alla materia. L’avanzamento tecnologico e i progressi scientifici hanno allontanato pian piano l’uomo dal piano ascetico, per collegarlo molto più profondamente alle cose . È in questo modo che si arriva alla nascita del capitalismo, causa ed effetto della vittoria del materialismo, in cui non conta chi uno sia veramente ma quello che si possiede.

Parallelamente all’analisi socio culturale della spiritualità e del suo cambiamento nel corso del tempo, Miniaci illustra le credenze buddiste, focalizzandosi sul Buddismo del Sutra del loto, la corrente più praticata al mondo diffusa in più di 192 nazioni e che conta circa 12 milioni di membri. Ci viene illustrato nel dettaglio l’insieme di credenze e insegnamenti contenenti in uno dei più importanti scritti della letteratura buddista, che è in fin dei conti un compendio che attraverso storie fantastiche cerca di veicolare messaggi più ampi. E così che prendere a calci la galassia o predicare gli ottantaquattromila insegnamenti diventano esagerazioni da non leggere letteralmente, ma da parafrasare per cercare mettere in contatto l’uomo con la sua parte più mistica, con l’obbiettivo di raggiungere il nirvana, il completamento, la pace dei sensi.

Occirientali ha un titolo curioso, che vuole essere simbolico per il messaggio che porta lo scritto di Miniaci. L’essenza del saggio infatti vuole essere la fusione tra oriente e occidente, gli occirientali sono tutti coloro che cercano nella spiritualità dell’est del nostro pianeta qualcosa con la quale soddisfare il proprio misticismo, portandola nella vita di tutti i giorni per sopperire alle mancanze della sterile società dei consumi in cui viviamo. Infatti nel suo scritto l’autore vuole proprio di veicolare questo messaggio: rincontrare la spiritualità in un mondo nuovo che cambia in continuazione, specialmente qui in occidente dove questa crisi è molto più forte che altrove, prendendo ispirazione da una cultura millenaria che cerca di mettere in contatto spirito e materia in maniera molto diversa da quella che le religioni della nostra parte del pianeta ci hanno abituati.

OCcirientali

È così che religione, scienza ed economia vengono analizzate in una visione più ampia e di cambiamento imminente. Una fusione di tre elementi portanti del mondo, la cui crisi mondiale dovrebbe avvicinare l’umanità, per riconnetterla ai veri valori che dovrebbero essere perseguiti. Una Cultura che unisce in favore pianeta, dove la riscoperta della cooperazione tra popoli diventa una nuova e rinata solidarietà, in cui l’uomo vive e cresce per mantenere viva la sua casa, e non trattarla come un giardino a proprio uso e consumo.

Non sono abituata a leggere saggi, perché come già detto prediligo storie in cui immergermi.
Lo scritto di Miniaci, però, mi ha interessato sin dalla prima pagina per una serie di motivi. Il primo senza dubbio è l’analisi storica spiritualità: sono molto affascinata dalla sociologia delle religioni da sempre, da ciò che spinge un uomo a credere indiscriminatamente a qualcosa e portarlo a indottrinarsi per un bene superiore. Il secondo, strettamente collegato al primo, è che ho apprezzato molto il risvolto sociologico delle parole dell’autore, e attraverso la sua analisi della nostra società sono riuscita a vedere le cose da un punto di vista diverso. Terzo, ma non meno importante, è che sono da sempre affascinata delle culture orientali, e specialmente dal buddismo e dalla sua dottrina non propriamente religiosa che non venera un dio supremo, ma punta a insegnare in maniera pura e con un occhio sempre e realmente rivolto al prossimo, come arrivare alla pace. Una lettura che mi ha dato molto, su molti fronti, e da cui ho potuto imparare molte cose nuove e stimolanti. Soprattutto mi ha conquistata la tesi dell’autore sulla connessione che l’umanità ha con il pianeta, su come esso muta in funzione anche della nostra evoluzione, e che in fondo non siamo qui per caso, ma con uno scopo ben preciso; non per volontà di un’entità superiore, ma per un interconnessione tra noi e il mondo che ci circonda.

Occirientali è un libro affascinante che ci permette di leggere la storia della spiritualità nel corso dei secoli, della sua perdita e della sua riscoperta. Da leggere per avvicinare l’occidente all’oriente.

Ringrazio LuoghInteriori edizioni per avermi spedito il libro

Per acquistarlo andate qui —> Occirientali

Giorgia

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