Giorgia Chiaro/ marzo 18, 2018/ Autori Emergenti, Recensioni Libri/ 0 comments

La recensione di questa domenica vi parla di un libro di cui vi ho già parlato qualche tempo fa, dandovi un assaggio di quel che sarebbe potuto essere attraverso la mia Intervista a Sabrina Longo, la sua scrittrice.
Oggi infatti vi racconto proprio di L’Orlando Incazzato, libro letto in anteprima, dal 17 marzo disponibile nelle librerie e negli shop-online.

Sullo sfondo pittoresco di una Catania contemporanea, si svolgono le epiche vicende di un moderno Orlando Furioso. La sua guerra non sarà contro i mori e i saraceni, ma con il mondo che lo circonda: egli infatti è un trentenne che non riesce a trovare il suo scopo, il suo posto nel mondo, afflitto da una tremenda sensibilità, che non gli permetterà di farsi capire da coloro che gli ruotano attorno.
Il giovane è da sempre innamorato della sua Angelica, bellissima e di facili costumi, che in una trasmissione televisiva molto famosa incontra il suo moro Medoro. Ha una madre fin troppo apprensiva e una paura tremenda di uscire e andare a lottare col mondo: profonde crisi di panico lo colgono improvvisamente e inaspettatamente. Anche questo Orlando ha un Astolfo, che, in sella al suo destriero a pedali, cerca di riportarlo sulla terra dalla Luna, servendosi dell’aiuto di una magica erba verde.

Sabrina Longo nelle sue pagine è riuscita a creare un libro dai toni epici, ma allo stesso tempo attualissimo, ironico e irriverente. Una fusione di stili che rende benissimo il contenuto di questa storia, che ci immerge nei miti cavallereschi de l’Orlando Incazzato ambientati ai giorni d’oggi. Al contempo, raccontando le vicende di Orlando, l’autrice ci fa trasparire una velata satira sulla nostra società contemporanea, del qualunquismo e consumismo nostrano, che mira al successo grazie a grandi reality show, nei quali apparire conta molto più che essere.
In Orlando Incazzato la Longo sbeffeggia con simpatia anche la sua amata terra, la Sicilia, con i suoi usi e i suoi consumi; sicuramente enfatizzati, ma tra le righe racconta della sua isola tanto bella quanto dannata.

“Dicono che la Sicilia sia uno dei posti più belli del mondo, ed è ineccepibilmente vero, ma chi la abita non sa trattarla che da puttana”.

Al riguardo, molto bello all’interno de L’Orlando Incazzato l’uso del dialetto nei dialoghi, rendendo il testo vivo e reale più che mai, immergendoci completamente nelle ambientazioni raccontate attraverso anche la sua lingua.
Il libro è sicuramente divertente, e oltre la satira ci pone anche molti spunti di riflessione: l’omosessualità, la dipendenza, la solitudine, l’ansia della vita.

L'Orlando Incazzato

Proprio questa è la seconda protagonista de L’Orlando Incazzato, che ci accompagna quasi per tutta la narrazione. Molto realistica e profonda la descrizione della paura di esistere del suo protagonista, che scoppia in violenti attacchi di panico che al lettore sembra di vivere con Orlando. Un malessere sconosciuto, di cui egli non capisce la natura, che lo mangia da dentro impedendogli di essere appieno se stesso. Questo sintomo lo porterà ad affrontare un psicanalisi, con il dottor Scalisi che aiuterà a venire fuori il ragazzo dal suo profondo malessere.

Leggendo della terapia di Orlando, non ho potuto fare a meno di pensare alle lezioni universitarie su Jung. In modo particolare, non ho potuto fare a meno di riflettere sulla concezione d’istinto dello studioso: sosteneva infatti che l’istinto creativo rende differente l’uomo dalle altre specie esistenti sul nostro pianeta. La psicoterapia dunque secondo Jung deve essere volta a spronare la creatività: un po’ come fa il dott. Scalisi con Orlando, spingendolo a sfogare il suo io attraverso una qualsiasi produzione artistica, per venir fuori dal suo male di vivere.

Ho trovato davvero brillante un capitolo in cui l’autrice omaggia il libro da cui ha preso ispirazione, Orlando Furioso. Mossa sagace e simpatica in cui rende onore a Lodovico Ariosto, ma che ci racconta anche un po’ cosa è ne cosa sarà di Orlando, al limite tra la profezia e lo spoiler.

<<Ma che devi studiare?>> disse la ragazza dai capelli lunghi e castani.
<<Ludovico Ariosto, Orlando Furioso>>. […]
<<Ma di che parla?>>
<<Parla di tante cose, quella che a me piace di più è l’amore di un cavaliere per una principessa che si innamora di un nero troppo più bono di lui e lui ci rimane>>

Ho avuto la fortuna di poter leggere questo libro in anteprima, prima della sua uscita, incuriosita dalla trama e dall’ispirazione letteraria che ci sta dietro. Devo dire che è un esperimento riuscito, perfetto nel suo essere moderno e classico assieme. Bisogna ammettere che quando si gioca con alcuni pilastri della letteratura il timore può essere sicuramente di risultare banali oppure di andare completamente fuori tema. Con questa rivisitazione in chiave contemporanea il risultato sembra si audace, ma per niente scontato. Anzi, posso dire che consiglierei a cuor leggero la lettura di questo romanzo, perché l’ho trovato davvero arguto e divertente.

Orlando Incazzato è un libro sarcastico, satirico, divertente e dissacrante, un reboot di un pilastro della letteratura, che però non è ne una copia dell’originale ne risulta fuori luogo. Da leggere per assistere alla personale battaglia di un moderno cavaliere a cavallo del suo fedele SH metallizzato.

Giorgia

Vi segnalo anche il sito dell’autrice: Sabrina Longo

Per acquistare il libro, eccovi il link di acquisto

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