Giorgia Chiaro/ marzo 4, 2018/ Recensioni Libri/ 5 comments

“LA GUERRA È PACE.
LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ.
L’IGNORANZA È FORZA.”

Continua la mia lettura dei grandi classici che hanno segnato la storia della letteratura.
E quando si parla di classici, come si fa a non ricordare 1984 di Orwell? E soprattutto, voi conoscete qualcuno che non l’ha letto?
Io ad esempio l’ho letto per la prima volta tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Volevo espressamente che fosse il romanzo con cui concludevo il mio 2017, un anno che per me è stato molto positivo e importante.

1984 è uno dei romanzi più famosi al mondo, che ha reso celebre George Orwell per i cinque continenti, consacrandolo come uno di quei libri che ognuno deve leggere almeno una volta nella vita.
Siamo nel futuro immaginato dall’autore, in un anno non ben definito: forse il 1984. Qui il mondo è cambiato: è diviso in tre macro aree ovvero Oceania, Estasia e Eurasia, tutte dominate da grandi dittature totalitarie.
La nostra storia si svolge in Oceania, un grandissimo stato che comprende tra gli altri l’Inghilterra e gli Stati Uniti, dove domina il Partito. A capo del partito il grande perfetto Grande Fratello, che nessuno hai mai visto in volto, il cui sguardo domina sul cittadino sia su grandi cartelloni affissi per le strade, e grazie ai videoschermi posizionati ovunque, spia i cittadini ed effettua propaganda costante.
Il popolo è diviso in tre grandi schieramenti. I prolet, la base della piramide, sono lavoratori sfruttati la cui mente è considerata inferiore, senza poteri ne privilegi. Il gradino più sopra è composto dal Partito esterno, burocrati e impiegati che rappresentano la popolazione “pensante” e sotto osservazione continua. Al vertice, appena sotto il misterioso Big Brother, il Partito Interno, la dirigenza che professa i principi del Sornig.

In quadro sociale abbiamo come protagonista un uomo qualunque, Winston, appartenente al Partito interno, burocrate trasformatore di dati e di notizie in base alle esigenze del Sornig. Un uomo qualunque che inizia ad avere delle idee contro il regime, costantemente teso alla riscoperta di un passato occultato dal sistema. Quest’uomo vive la sua vita assoggettato a tutto quello che lo circonda, fin quando una donna farà scattare in lui qualcosa che da sempre aveva in sé. La giovane Julia e Wiston inizieranno la loro clandestina storia d’amore, che si tramuterà, una volta scoperti, in un orrenda detenzione.

1984

I totalitarismi vissuti da Orwell vengono ingigantiti e fusi, per mostrarci la visione apocalittica del loro dominio sul mondo, se solo fossero sopravvissuti al secolo scorso. Una società soverchiante che decide per le persone che non hanno più bisogno ne di pensare ne di ricordare il passato. Questa è stata costruita a tavolino da uomini a cui interessa solo il potere assoluto senza alcun interesse per la popolazione. Il popolo è solo qualcosa da osservare come cavie in laboratorio, e da reprimere in qualsiasi movimento anche minimo che tenda alla libertà.

I richiami con la politica del tempo sono molto chiari ed evidenti; Il Grande Fratello è l’immagine della tirannia, con fattezze che ricordano i dittatori del secolo scorso: ricorda infatti sia Hitler che Stalin in base alle descrizioni dello scrittore. Nel libro Orwell descrive anche il bipensiero, che è chiaramente ispirato al materialismo dialettico leninista e all’unione sovietica tutta.

La storia è pervasa da un assoluto e totale pessimismo. L’impossibilità di rivoltarsi è tangibile per tutte le pagine di 1984, e il finale conferma tale visione oscura del futuro dell’uomo.
Pensavo fosse un semplice luogo comune prima di leggerlo, ma 1984 è davvero molto attuale, e fa paura quanto a tratti il libro rispecchi il nostro tempo, descrivendo meccanismi che, ahimè, sono presenti e tangibili nella nostra società.

Devo dire che ho trovato tutta la parte prima molto noiosa e dura nella lettura. Non amo i libri descrittivi, e ho fatto veramente fatica a proseguire. Ho continuato per capire perché tutti lo osannano come un capolavoro: non per adeguarmi alla massa, ma bensì perché davvero curiosa di comprendere. La parte seconda, infatti, ha iniziato subito a catturare la mia attenzione, e la terza l’ho divorata.
Leggendo il finale, ho capito.
Mi ha colpito duramente l’evoluzione della storia, e come va a finire, soprattutto per il pessimismo costante che emana e con cui ha stroncato la mia idea di un lieto fine libertario. Orwell, estremizzando, dice al suo lettore che una volta che il popolo è asservito in modo così forte, è impossibile tornare indietro. Questa è l’immensità di 1984, la sua forza, il suo messaggio fondamentale. E l’autore portando all’eccesso questo concetto ci mostra come sarebbe davvero vivere senza nessun diritto ne possibilità di espressione, e l’immagine che ne esce è inquietante. L’istinto che ho avuto è stato proprio di protezione: protezione della mia libertà, di quello che in anni abbiamo conquistato, e ancora a morsi ci prenderemo.

1984 è un libro potente e duro, che mostra il lato più oscuro del potere, da leggere per ricordare il valore e la bellezza della libertà.

Giorgia

P.S. La scelta di pubblicare questa recensione in prossimità delle elezioni, è un evento puramente casuale e apolitico, ma casualmente azzeccato!

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5 Comments

  1. È un libro che andrebbe letto e studiato nelle scuole!

  2. Devo recuperalo! 😍

  3. uno dei miei libri preferiti di sempre!

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