La recensione del #buonnatale: Canto Di Natale, il classico di Natale

“Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente.”

Amo il Natale: ogni anno la magia di questa festività mi pervade, e il suo spirito entra dentro di me e mi riempie di una fantastica euforia. (In più sono nata il 25 dicembre, quindi posso affermare che è in assoluto la mia festa preferita!). Come avete notato, da qualche giorno ho deciso di natalizzare anche il blog e la pagina facebook, ma siamo alla vigilia di Natale, e sta per finire la settimana a tema natalizio.

Per la recensione di questa domenica volevo parlarvi (per rimanere in questa coerenza Natalizia) del classico dei classici del Natale, una storia che sappiamo tutti perché ci è stata riproposta in molte maniere diverse: Canto di Natale di Charles Dickens, pubblicato nel 1844.

Per chi non lo sapesse, la storia ha come protagonista Ebenezer Scrooge, vecchio avaro senza cuore che ripudia la gioia e la bontà del natale. Dopo aver costretto Un suo dipendente a lavorare anche il 25 dicembre, nella notte riceve la visita del suo defunto collega Marley per avvertirlo delle conseguenze della vita che sta vivendo e che poi pentirsi. Marley lo avverte anche che a breve arriveranno altri tre fantasmi: il fantasma dei Natali passati, il fantasma del Natale presente e il fantasma dei Natali futuri.

Quest’incontro cambierà il suo modo di vivere e di essere con sé stesso e gli altri, perché questi fantasmi faranno capire a Scrooge gli errori di tutta la sua esistenza.

Charles Dickens Canto di NataleScrooge farà assieme ai fantasmi un viaggio nelle povertà e disperazione di Londra, che gli permetterà riflettere e cambiare. Con l’espediente del ricco e vecchio industriale che non conosce la realtà dei sobborghi londinesi, Dickens ci fa un excursus sulle criticità del suo tempo, una critica nascosta ai mali dell’Inghilterra nell’epoca in cui ha vissuto.

Un libro per coinvolgere grandi e piccini, una favola che ha come scopo principale di risvegliare i sentimenti più puri come amore e tolleranza, l’apprezzare le piccole cose della vita.

Con la metafora del Natale, l’autore inglese veicola un messaggio d’amore per il mondo; perché si dovrebbe essere buoni, specialmente a natale, ma non solo: l’amore, la generosità e la tolleranza vanno praticati tutto l’anno, non solamente per un giorno.

Lessi Canto di Natale per la prima volta quando andavo a scuola; ho sempre adorato anche la versione Disney di Scrooge e dei suoi fantasmi, con Topolino e Paperon de’ Paperoni. Di recente, per preparare questa recensione ho deciso di leggerlo in lingua originale però; pensavo di avere maggiori difficoltà con l’inglese, ma devo dire di essermela cavata abbastanza bene. Dickens in originale ha una scrittura molto fluida e comprensibile, e mi ha trasmesso qualcosa di più della solita storia.

Vorrei fare una breve considerazione al riguardo; mi piacerebbe conoscere tutte le lingue del mondo, per poter leggere i libri in lingua originale soprattutto perché sarebbe bello poter confrontarsi direttamente le parole dell’autore. Ho fede nell’incredibile abilità dei traduttori, ma leggere le parole dirette dello scrittore secondo me ha un sapore diverso, non ci sono fraintendimenti o problemi di trasposizione del vero significato. È un po’ come vedere lo stesso film in lingua originale o doppiato: in quello doppiato alcune battute saranno riadattate, cambiate, modificate e si perde l’essenza del senso originario.

Canto di Natale è un libro puro di cuore, che cerca di tirare fuori il meglio di noi in un momento dell’anno in cui si dovrebbe essere più buoni. Da leggere per lasciarsi immergere dal natale e dalla sua magia!

Giorgia

Per altre recensioni (non natalizie) cliccate qui 🙂

PS quasi dimenticavo… Buona natale a tutti voi <3

Buon natale da Book-tique

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