Giorgia Chiaro/ ottobre 29, 2017/ Recensioni Libri/ 0 comments

“Il lato perverso della mia natura, era meno sviluppato del lato buono di cui m’ero spogliato; e con questo si spiega il fatto che Edward Hyde era tanto più basso e giovane di Henry Jekyll. Come la bontà splendeva nell’aspetto dell’uno, così la depravazione era scritta sul volto dell’altro. Il male (che credo sia la parte mortale dell’uomo) lasciava su quel corpo un’impronta di deformità e di decadenza. Eppure, guardando quella brutta immagine allo specchio, non provavo alcuna ripugnanza, ma un moto di soddisfazione. Anche questo ero io.”

Negli ultimi tempi mi sono data alla lettura/rilettura di grandi classici. L’occasione è buona perché in libreria ne passano molti e ho l’opportunità di leggerne a bizzeffe.
Mi è capitato per le mani Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde mentre ero da Libribelli.

Una storia nota a tutti, vista e rivista in più salse; ammetto però di non aver mai letto l’originale. 

Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde è un libretto di settanta pagine circa, che mi ha accompagnato in uno dei miei viaggi verso Milano.

Visto che siamo vicini ad halloween ho deciso quindi di proporvi la recensione di un breve classico “horror”, se così si può considerare questo racconto.

Robert Louis Stevenson ci racconta la sua storia, incentrata su un misterioso e violento individuo che si aggira per le strade di Londra, Mr. Hyde, apparentemente molto legato al cauto e prestigioso Dr. Jekyll.
La prima parte della storia viene raccontata dall’avvocato, nonché caro amico del dottore, mr Utterson che inizia a investigare sugli strani eventi che stanno accadendo attorno alla figura di Jeylle del signor Hyde.
L’ultima parte del libro, invece, è un lungo monologo/lettera scritto direttamente dal pugno del dottore, in cui ci spiega la sua storia, i suoi esperimenti e chi effettivamente è Mr. Hyde.
Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde racconta una storia famosa, e mette in evidenza la parte più oscura dell’animo umano, letteralmente.

Un libro breve ma intenso, in cui Stevenson riesce a creare la suspance giusta, facendo bramare al lettore lo sviluppo di questa trama, nonostante tutti conoscano il suo finale. Chi sarà Hyde e come mai il dottor Jeckyll si comporta in modo così strano? La risposta è nota, e nonostante la classicità del racconto, il romanzo breve risulta sorprendente comunque e riesce nonostante ciò creare grandi aspettative e mistero.

Oltre alle abilità narrative dell’autore, il libro mi ha fatto riflettere: mi è parsa un’idea innovativa per l’anno della sua pubblicazione, il 1886, che anticipa una letteratura introspettiva, psicologica. Steveson, con un racconto breve mi è sembrato un insolito predecessore della diagnosi della schizofrenia e del disturbo di personalità multipla.

Lo strano caso del dottor Jekyll e mr Hyde, le contraddizioni e l'oscurità dell'animo umano

Anche il lato filosofico del Lo strano caso del dottor Jekyll e mr Hyde non è da sottovalutare. Analizza in maniera egregia il dilemma eterno ed esistenziale di oscurità e luce, di bene e male. Cerca di sviluppare il discorso in modo da capire se è meglio passare la propria esistenza nel giusto, piuttosto che lasciarsi affascinare dal lato oscuro. In questa lotta però non esiste un vero vincitore: non si può rinunciare a una parte della propria anima a favore di quella più forte o più giusta, pena la morte.
La morale della favola è che ognuno ha una parte buona e una malvagia, e bisogna accettarsi e tenere con sé ogni aspetto di noi stessi.

La scrittura di Stevenson è molto lineare, semplice e diretta. Il traduttore ha fatto un lavoro eccelso è ha un uso magistrale della punteggiatura, e io che sono innamorata dei punti e virgola, non posso fare altro che notare la sua maestria a scrivere un testo perfetto. Una curiosità del libro che ho notato è che ha una fabula a ritroso, nonostante il racconto vada apparentemente in ordine cronologico dei fatti vissuti dall’avvocato.
Un altro dettaglio molto interessante del libro, come mi ha anticipato la prefazione dello stesso, è che la descrizione di Hyde non è mai esatta. Per intenderci non viene descritto nei suoi dettagli fisici, ma ogni persona che lo incontra parla di un senso di deformità. Gli elementi comuni per descriverlo sono la bassezza, i modi rozzi, gli abiti incivili e per l’appunto un senso di deformità non reale ma percepito.
Quest’ultimo elemento viene sottolineato in continuazione, come a voler evidenziare la mostruosità morale del pazzo, una metafora del male. Hyde è ripugnante perché incarnazione della cattiveria pura e fine a sé stessa.

Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde è un libro che mi è piaciuto molto, con una brevità piena di significato. Un classico che consiglio un po’ a tutti, per la scorrevolezza delle parole e le poche pagine del racconto, contrapposto all’orrore della storia e dei suoi protagonisti. Da leggere assolutamente, in un pomeriggio, per capire la dualità dell’animo umano.

Giorgia

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