BOOK-tique "Un oscuro scrutare"di Philip K. Dick: droga, ansie e fantascienza realistica

“Un oscuro scrutare”di Philip K. Dick: droga, ansie e fantascienza realistica

TITOLO:   A scanner darkly. Un oscuro scrutare
AUTORE: Philip K. Dick
EDITORE: Fanucci, 2006

 
“L’abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma mancanza di giudizio.”

Devo fare una confessione al mondo, sono una nerd mancata! Una passione per il fantasy e per la fantascienza che ho represso per vergogna e non coltivato appieno, e ora che essere nerd è bello finalmente lo posso dire ad alta voce. Non mi piace tutta la fantascienza però, ma ho  un amore particolare per i futuri distopici che sono tipici di questo genere letterario.

Oggi vi parlo di uno di questi, in un libro molto intenso di Philiph K. Dick, a Darkly Scanner, in italiano pubblicato come Un oscuro scrutare. Uno dei pochi libri che ho letto con calma, prendendo il giusto, a poco a poco.

La storia, ambientata in un futuro non tanto remoto, racconta di un poliziotto in incognito per una operazione antidroga. Bob Arctor è infatti infiltrato, alla ricerca degli spacciatori della Sostanza M, una nuova droga sintetica dagli effetti devastanti che induce alla follia, prodotta dalla separazione dei due emisferi celebrali. Vive sotto copertura in una casa molto affollata divisa con diversi tossici, e per risultare più credibile deve usare la sostanza anche lui stesso. Nemmeno la polizia conosce la sua vera identità, e durante questa missione rimane anche lui assuefatto dalla micidiale droga.
Le premesse sono queste per una storia all’insegna della paranoia e delle controversie di un poliziotto costretto a spiare il sé stesso drogato.

Una trama inconsueta per una storia forte per Un oscuro scrutare. Abbiamo elementi tipici della fantascienza, come sale ricche di tecnologie futuristiche e tute dissimulatrici che convivono con una realtà più contemporanea che futuristica. Come vi ho già anticipato, il futuro di cui ci parla Dick è più attuale che futuristico, non troppo distante dal nostro tempo.

Dati i trascorsi diretti dell’autore, il tema della dipendenza è centrale nel libro. L’iniziale distacco e la convinzione di essere più forti della sostanza lasciano il sopravvento al baratro, lo sconforto e l’ossessione per l’amante che ti uccide lentamente mentre ti fa stare bene. Nelle sue pagine l’autore descrive bene tutto il mondo della tossicodipendenza, dei suoi deliri e farneticazioni dei tossici. Pone un forte accento anche sulla brutalità della disintossicazione, che nel libro è prepotente e aggressiva, forzata e violenta.

Molto forte è l’impatto emotivo che mi ha dato il finale. Non vi spoilererò la fine ovviamente, ma dopo l’ultima pagina di Un oscuro scrutare, l’autore elenca una lista di amici deceduti o internati in psichiatria. Questo ha rafforzato in me i concetti del libro, nonché mi ha fatto rabbrividire. L’elogio finale è interpretabile come denuncia della distruzione che porta con sé un’esperienza così devastante come la dipendenza.

L’ambiguità è la seconda tematica portante di tutto Un oscuro scrutare. Ambiguità della persona, ambiguità della società, ambiguità in tutti i rapporti all’interno di questo romanzo. Ambiguità che trasforma il protagonista, confondendo più volte se stesso nel proprio spettatore, facendo difficoltà a riconoscersi. Ambiguità che trasforma l’intera storia in distopia, inquietante e molto più realistica della classica fantascienza. Questa fa molta più paura di un possibile futuro ipotetico, perché molto vicino alla realtà che conosciamo, nonostante il paradosso dello scrutato/scrutatore.

La paranoia è la nostra compagna di viaggio attraverso le pagine di Dick, che accompagna con un condimento di ansia e paura, rendendo la lettura affannata. Lo stile dell’autore è nonostante questo inconfondibile e perfetto per la storia che ci vuole raccontare.

Tratto dal libro é stato prodotto un bellissimo film fedele e ansiogeno almeno quanto il testo scritto, il cui il protagonista è interpretato da Keanu Rives. Mi ha colpito particolarmente la tecnica curiosa: la pellicola è girata in normale live action per poi essere ritoccata in post produzione con animazione grafica digitale. Consigliato almeno quanto il libro.

Ho preso con calma come vi dicevo la lettura, proprio per la tematica forte che mi ha colpito nel profondo e trasmesso tutte le sensazioni vissute dal libro. Dick mi ha fatto entrare come spettatrice della sua storia, che ho gustato piano per non essere investita da uno tsunami di sensazioni troppo forti da sopportare tutte insieme.

Un oscuro scrutare è un libro ansiogeno, paranoico e incoerente, che ci mostra due risvolti di una medaglia, affrontando un tema forte come quello della droga e delle dipendenze, nonché mia prima lettura dell’autore (da tempo ambisco ad immergermi nel mondo di Ubik, prima o poi ce la farò!). Da leggere lentamente, da assaporare piano e apprezzare i controsensi dell’animo umano e della società.

Giorgia

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