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Poeticamentevenerdì – O Capitano mio Capitano, Whalt Whitman

Questa settimana, PoeticamenteVenerdì vi propone “O Capitano, mio Capitano” di Walt Whitman.
La poesia è stata resa celebre dal film L’attimo Fuggente, del 1989, dove il grandioso Robin Williams l’ha portata al grande pubblico grazie alla sua impeccabile interpretazione.
Il testo è stato scritto da Whitman nel 1895 dopo la morte di Abramo Lincoln, e nel testo possiamo trovare molti riferimenti al presidente e alla guerra di secessione americana.

“O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l’invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.

O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgo – per te è issata la bandiera – per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri – per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
E’ solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all’ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

Walt Whitman”

Whitman è stato uno dei primi e più grandi poeti americani, e i suoi superbi versi nella sua “O Capitano, mio Capitano” rendono questa una delle poesie più evocative e trascendentali di sempre.

Giorgia

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